Il PCI nel Bellunese

1921 – 1981 – 60° della fondazione del P.C.I.
Note per una storia del P.C.I. e del movimento democratico in provincia di Belluno

Nel gennaio del 1981, in occasione del 60° anniversario della nascita del PCI, è stato pubblicato un opuscolo per ricostruire la storia, l’impegno, le lotte dei protagonisti per l’emancipazione dei lavoratori e la rinascita della montagna. I momenti salienti della attività del Partito Comunista nella nostra Provincia. Di seguito i testi degli autori:
1. – I Comunisti Bellunesi dal 1921 al 1926, di Sergio Reolon, allora Segretario del PCI bellunese e Ferruccio Vendramini, storico.
2. – Dalle leggi razziali alla caduta del fascismo (in Italia e all’estero), di Peppino Zangrando, membro del Comitato Federale del PCI.
3. – Il PCI a Belluno negli anni della guerra di Liberazione, di Giuseppe Gaddi, già Segretario del PCI bellunese.
4. – Il Partito di tipo nuovo. Dalla Liberazione al V° congresso della Federazione (1956) di Eliseo Dal PontBianchi” Comandante partigiano, Segretario CGIL e Peppino Zangrando.
5. – Il Partito e le lotte di massa, di Tina Merlin, giornalista de l’Unità.
6. – La Federazione giovanile comunista bellunese, di Francesco Rasera Berna, della Federazione provinciale FGCI.
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21 SETTEMBRE 1975 – Cinema “La Perla” – Sedico
30° anniversario del martirio di “Checco Da Gioz”
Domenica 21 settembre 1975, nell’ambito delle celebrazioni del 30° dalla Liberazione, si è svolta al cinema “La Perla” di Sedico la manifestazione per commemorare il martirio di Francesco Da Gioz “Checco” nel 30° anniversario dell’impiccagione per mano degli occupanti tedeschi il 17 Febbraio ’45 al Peron di Sedico. Da Gioz fu, nel periodo della clandestinità, primo segretario del PCI bellunese.Da Gioz1
la manifestazione, organizzata dalla Federazione del PCI di Belluno e dalla Sezione di Sedico, ha visto la partecipazione dell’Amministrazione comunale della città di Albona, località Croata (ex Jugoslavia) nella quale Da Gioz fu capo delle “Guardie Rosse” durante “Repubblica di Albona” proclamata nel 1921 a seguito della rivolta dei minatori. La cerimonia è stata introdotta da Attilio Viel della sezione di Sedico, Consigliere Comunale, Partigiano. Era presente Paride Brunetti, il comandante”Bruno” della brigata “Antonio Gramsci” con sede a Pietena, sulle Vette Feltrine.
Durante la manifestazione è stata consegnata una medaglia ricordo alla sorella di “Checco” Albina Da Gioz consegnata dal segretario del PCI Sandrino De Toffol.
La manifestazione è stata conclusa da Amerigo Clocchiatti comandante partigiano, autore del libro autobiografico sulla Resistenza “Cammina Frut”, Parlamentare, deceduto ne ’92.
Sotto alcune foto dell’evento.
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Francesco Da Gioz “Checco” – 1896-1945 – segretario PCI, eroe della Resistenza Bellunese 
Francesco Da Gioz è una delle figure più significative della guerra partigiana nel Bellunese. La sua è una storia tipica di molti bellunesi che aderirono prima all’antifascismo, poi alla lotta di liberazione.
Ma chi era Checco Da Gioz? Nato a Roe di Sedico il 3 ottobre 1896, operaio e minatore, aveva conosciuto come il padre l’emigrazione all’età di dieci anni, prima come bracciante in Trentino, all’epoca sotto il dominio austriaco, poi a 14 anni col padre in Svizzera. Checco Da Gioz
Qui aveva avuto modo di incontrare i responsabili del movimento socialista alle cui idee si appassionò.
Tornato a Belluno in occasione della Grande Guerra, militò nel 7º Alpini e combatté sulle Tofane, sul Falzarego, sul fronte orientale della Bainsizza; gravemente ferito in occasione di un bombardamento, il 17 dicembre 1919 fu congedato.
Emigrò quindi in Istria, ad Albona (all’epoca italiana) per lavorare nelle miniere dove già c’erano diversi bellunesi. Ben presto assunse un ruolo importante di rappresentante sindacale e venne nominato capo delle ‘guardie rosse“. Guidò un’occupazione delle miniere durata un mese nel 1921. Fallita la «rivoluzione» e incarcerato, fu assolto ma si trovò costretto a trasferirsi in Francia dal fratello Angelo. Qui entrò in contatto con il movimento comunista e si impegnò per organizzare gli antifascisti. Rientrato a casa per una grave malattia, si prodigò nella riorganizzazione del PCI e a favore del ‘Soccorso rosso” che aiutava i combattenti di Spagna. Con l’entrata in guerra dell’Italia, venne arrestato e rinchiuso nel campo di concentramento di Perugia, che poi lasciò per le condizioni di salute che imposero un ricovero ad Agordo e quindi gli valsero la libertà vigilata.
La sua figura divenne punto di riferimento per tutto il movimento operaio bellunese e se anche il suo fisico minato dal male non gli consentiva di operare militarmente, fu comunque instancabile organizzatore, propagandista e coordinatore delle formazioni partigiane divenendo dirigente delle divisioni Garibaldi ‘Nannetti” e, in seguito, “Belluno”.
Segretario provinciale del PCI, si impose l’obiettivo di ristabilire buoni rapporti tra le formazioni partigiane e le popolazioni che avevano subito per mesi la rappresaglia nazifascista. Suo fratello Angelo e la sorella Maria vennero internati nel campo di concentramento di Bolzano mentre nei pressi della sua casa venivano arrestati dirigenti partigiani come ‘Montagna”, poi impiccato al Bosco delle Castagne, ed Erminio Tegner, eliminato nei campi di sterminio in Germania.
Il 30 gennaio 1945 Francesco Da Gioz, nel frattempo divenuto ispettore della brigata Pisacane, fu convocato a Belluno dal Comando di divisone. Partì con ‘Camillo” e ‘Dalle Donne”, comandante e commissario della brigata, ma a Bolago si scontrarono con una pattuglia di tedeschi a cavallo: ‘Camillo” rimase ucciso e gli altri due catturati.
Da Gioz fu rinchiuso nella caserma Tasso, sede della Gendarmeria e torturato atrocemente per due settimane. Il 17 febbraio fu portato in località Peron di Sedico con un altro giovane partigiano, ‘Faina”, e impiccati alla presenza di un centinaio di persone rastrellate per assistere alla macabra esecuzione. I corpi per ordine dei tedeschi restarono esposti per 24 ore.
Negli anni novanta il Comune di Sedico ha intitolato una via alla memoria di Checco Da Gioz in località Peron nei pressi della passerella sul torrente Cordevole.
Alla sorella di Francesco Da Gioz, Albina, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il 16 marzo 1987, ha concesso la medaglia d’argento al valor militare alla memoria.