La storia siamo noi

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Il ricordo di Ferruccio Vendramni
dell’On. Roger De Menech, Parlamentare del Partito Democratico
Intervento pronunciato nella Chiesa Don Bosco di Belluno il 9 aprile 2018 al funerale di Ferruccio Vendramini alla presenza di una folla di amici, compagni, conoscenti, che hanno potuto apprezzarne le doti umane, intellettuali di ricercatore e scrittore, che ha raccontato a intere generazioni la storia del bellunese, dal ‘500 ai giorni nostri.
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Ricordando Matteo
di Pippo Leo e Angelo Tanzarella
Intervento – pubblicato sul n. 100
della rivista ISBREC “Protagonisti” gentilmente concesso – per ricordare la figura di Matteo Fiori, primo presidente della Fondazione, scomparso nel 2010, lucido interprete della realtà sociale, culturale, storica, politica della montagna bellunese e delle sue genti.Matteo Fiori
“Matteo se n’è andato. E’ stato troppo presto. Eravamo preparati ma non pronti al distacco.
Solo a fine giugno (2010) ha saputo, e noi con lui, che gli restavano pochi mesi da vivere e ora la malattia, implacabile, ha consegnato la sua mancanza alla famiglia e a noi, un vuoto che fa paura, ma nello smarrimento ci resta il suo esempio.
Proprio da questo vogliamo partire, proprio da come ha vissuto questi mesi, con irriducibile coraggio e profonda dignità”.
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In ricordo dell’avvocato Matteo Fiori
di Livio Viel
Pubblichiamo l’Orazione Civile pronunciata dell’avvocato Livio Viel al funerale di Matteo Fiori il 14 novembre 2010 al cimitero Prade di Belluno.
Cari Amici, Cari Compagni e Cari Colleghi – siamo davvero in tanti, oggi, a salutare Matteo Fiori, l’Amico di tanti momenti, il Compagno di tante battaglie, il Collega di tanto lavoro.
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In memoria di Tullio Bettiol
di Matteo Fiori
Intervento – pubblicato sul n. 97 della rivista ISBREC “Protagonisti” gentilmente concesso – dalla orazione civile pronunciata ai funerali di Tullio Bettiol il 19 giugno 2009.Bettiol

“Caro Tullio, quasi per un segno del destino ti accompagniamo oggi, nel tuo ultimo viaggio terreno, a 65 anni di distanza da quel 19 giugno del 1944 in cui, ragazzo di 17 anni, studente della prima liceo del Tiziano, venivi arrestato dalla SS e tradotto in catene alla Caserma Tasso e alle carceri di Baldenich. Iniziava il duro calvario di otto mesi di internamento a Bolzano, Merano e Certosa; finiva la tua breve adolescenza. Come molti tuoi compagni, non Ti eri presentato alla chiamata alle armi dell’occupante nazista, ma le ragioni del tuo arresto erano ben altre: non avevano trovato in casa tuo padre Giorgio, il partigiano “Garibaldi”, rappresentante del PCI nel CLN provinciale, in clandestinità fin dall’8 settembre ’43”.
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