L’chaim / Alla vita – Concerto per la Memoria

Martedì 30 gennaio 2024 ore 20.30, presso il Tetro Dino Buzzati di Belluno, si terrà il Concerto per la Memoria: “L’chaim / Alla vita”. Le radici e l’identità ebraica in canti e parole di vita, dal Medioriente all’Occidente”.
Il concerto è organizzato dal Circolo Culturale Bellunese con il sostegno, tra gli altri, della Fondazione Società Bellunese.
Mai come oggi – dopo il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre scorso, il rapimento di 250 persone, il conflitto in corso – il Concerto per la Memoria assume un significato speciale. Composizioni originali ed elaborazioni dalla tradizione musicale ebraica, con:
Delilah Gutman, voce, pianoforte ed elettronica
Filippo Dionigi, clarinetti e sax
Simone Zanchini, fisarmonicista
Ingresso: interi € 20  Soci € 15  Studenti € 5
Componenti della Fondazione € 15
Per informazioni: segreteriabelcircolo@gmail.com


Vajont: l’Acqua non ha memoria di Piero Ruzzante

Venerdì 19 gennaio alle ore 18.00, presso il Centro Giovanni XXIII di Belluno Piazza Piloni, 11 – l’Associazione Tina Merlin, l’ANPI e la Fondazione Società Bellunese – presentano il libro di Piero Ruzzante “L’Acqua non ha memoria. Storia salvata del disastro del Vajont”
Intervengono in dialogo con l’autore: Adriana Lotto della Associazione Tina Merlin e Gino Sperandio dell’ANPI di Belluno.
La Fondazione Società Bellunese esporrà i Manifesti sul Vajont tratti dal proprio archivio storico.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

Visita alla Centrale Idroelettrica di Soverzene e agli impianti interni della diga del Vajont – nel 60° anniversario della strage

Nel 60° anniversario della strage del Vajont, che provocò la morte di 1910 persone, di cui quasi 500 bambini, la Fondazione Società Bellunese organizza per venerdì 20 ottobre 2023 una visita guidata agli impianti interni della diga del Vajont e alla Centrale Idroelettrica ENEL a Soverzene.
L’occasione per un deferente contatto con la tragedia da un lato ed una storia industriale dall’altro, i due volti del governo della risorsa idrica in provincia di Belluno.
Ai partecipanti sarà fatto dono di due libri: “SULLA PELLE VIVA. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont” di Tina Merlin giornalista dell’Unità, pubblicato nel 1983 e “GIORNALE DEI LAVORI” di Paolo Barbaro, pseudonimo di Ennio Gallo, ingegnere della SADE, pubblicato nel 1966 con Einaudi.


60° Anniversario della strage del Vajont – Una mostra di manifesti dell’archivio PCI di Belluno

Domenica 20 agosto 2023 in occasione del 60° anniversario della strage del Vajont la Fondazione Società Bellunese presenta, in anteprima, alla Festa dell’Unità al PUS, i manifesti e documenti tratti dall’archivio storico del PCI di Belluno dal 1945 al 1991. L’archivio è stato riconosciuto di interesse storico particolarmente importante dalla Soprintendenza del Veneto Trentino Alto Adige, è stato riordinato e parzialmente digitalizzato, divenendo parte dell’Archivio diffuso del Vajont. Il materiale digitalizzato è visibile in questo sito.
Manifesti, documenti, giornali, volantini testimoniano l’azione del PCI prima, durante e dopo la tragedia che ha provocato 1910 vittime. Dagli interventi di denuncia di Tina Merlin sulle pagine dell’Unità, all’azione Parlamentare dell’on. Giorgio Bettiol nella prima legislatura dal 1948 a 53 e nella seconda dal 1953 a 58, in Consiglio Provinciale di Belluno e nel comitato per la salvaguardia della montagna, la battaglia per la nazionalizzazione della SADE, le leggi per la salvaguardia delle aree montane, la tutela delle acque, i canoni idrici da destinare ai comuni rivieraschi.
L’azione è proseguita negli anni successivi per ottenere giustizia per le vittime i superstiti, la ricostruzione materiale delle abitazioni, delle attività economiche, le infrastrutture. Protagonisti di quegli anni furono, tra gli altri, Peppino Zangrando, Giorgio Granzotto, Antonio Bertolissi, Sandro Canestrini e Rasera Berna per il collegio di difesa nel processo istruttorio del giudice Fabbri a Belluno e poi trasferito all’Aquila. L’On. Giovanni Bortot per le leggi che si sono susseguite per la ricostruzione e il rilancio della economia montana, la nascita delle Comunità Montane, i piani di sviluppo locale.
La Fondazione ha in programma entro fine anno di svolgere una tavola rotonda, assieme ad altri interlocutori, per una riflessione sul piano storico e il contesto entro il quale si sviluppò una aspra dialettica politica sulle responsabilità che portarono alla tragedia del Vajont e alle politiche che ne seguirono.