Sabato 12 novembre la Fondazione Società Bellunese e l’ISBREC hanno presentato il libro su Matteo Fiori, nel sesto anniversario della morte, alla presenza di un pubblico qualificato, che
ha affollato, ben oltre la sua capienza, la sala Eliseo Dal Pont “Bianchi” di Belluno.
Oltre i famigliari, gli autori del libro, l’ISBREC, i componenti della Fondazione, erano presenti amici, compagni, colleghi, che hanno incontrato Matteo nell’impegno politico, nell’attività forense, nel CAI e Soccorso Alpino.
Numerose le personalità presenti: i sindaci di Valle di Zoldo, Camillo De Pellegrin, e di San Vito di Cadore Franco De Bon, località alle quali Matteo era legato, l’on. Roger De Menech, Sergio Reolon ed Erika Dal Farra del Partito Democratico, i compagni della Festa dell’Unità del “Pus” e comuni cittadini.
Bepi Pat, Presidente CdA della Fondazione ha coordinato i lavori e Camilla Fiori ha tracciato il ricordo di papà Matteo, ringraziando per l’affetto dimostrato da quanti hanno contribuito alla stesura del libro.
Pippo Leo, Presidente del Consiglio di Indirizzo della Fondazione, nel sottolineare l’impegno della Fondazione per la realizzazione del libro, ha evidenziato come i vari contributi abbiano ben delineato la personalità unica e complessa di Matteo Fiori, e la sua passione politica tesa verso il bene comune. Sono seguiti i saluti di Francesco Rasera Berna, Presidente del Consiglio Comunale di Belluno; di Roberto Padrin, vice Presidente della Provincia, di Jacopo Massaro, Sindaco di Belluno.
Francesco Piero Franchi, curatore del libro, ha sottolineato come questo libro offra il chiaro e documentato ricordo della qualità e quantità dell’impegno civile e umano di Matteo, del suo immedesimarsi nelle vicende storiche e umane di questa nostra terra, senza angustie di limitato pensiero e settarismi.
Particolarmente significativa la parte dedicata alle testimonianze, tra cui l’intervento del vescovo emerito di Belluno monsignor Giuseppe Andrich, che ha citato una lettera personale inviatagli da Matteo, suo amico da lunga data, pochi giorni prima che morisse, nella quale ripercorreva il comune impegno per la dignità dell’uomo.
L’intervento di Flavio Zanonato, già sindaco di Padova, ministro, e parlamentare europeo, ha concluso la serata nel ricordo dell’amicizia che lo legava a Matteo.
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Il libro è ora disponibile presso le librerie Pilotto di Feltre, e Tarantola, Campedel e Mondolibri a Belluno, Dolomiti di San Vito di Cadore, Quattro sass di Arsiè, nonché presso le sedi della Fondazione e dell’ISBREC a Belluno; e sarà presentato al pubblico, prossimamente, anche in Val di Zoldo, Cadore e Feltre.
Nella mattinata un gruppo di amici ha reso omaggio alla tomba di Matteo a Val di Zoldo, ritrovandosi poi alla sua casa di Fornesighe. Foto
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12 Novembre 2015 – Matteo Fiori a cinque anni dalla scomparsa
Il 12 novembre 2010 moriva dopo una breve malattia Matteo Fiori, fondatore e Presidente della Fondazione Società Bellunese. Lo salutiamo come ogni anno ritrovandoci Giovedì 12 novembre alle ore 15.00 con compagni e amici al cimitero di Forno di Zoldo dove è sepolto, assieme ai familiari.
La Fondazione, grazie all’impegno di un gruppo di persone, è impegnata alla scrittura di un libro dedicato alla figura di Matteo, che sarà pubblicato nella colonna editoriale dell’ISBREC “Gente non Comune” nei primi mesi del prossimo anno e presentato pubblicamente a quanti hanno potuto apprezzarne le sue qualità umane, politiche e professionali.
Non perdiamoci di Vista!
Venerdì 30 ottobre 2015, nascita del fascismo a Belluno
Le montagne nere, la crisi dello Stato liberale e la nascita del fascismo in provincia di Belluno
Venerdì 30 ottobre 2015 presso l’aula magna dell’Istituto Catullo a Belluno, a conclusione delle celebrazioni per il 70° anniversario della guerra di Liberazione, l’Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell’Età Contemporanea, in collaborazione con l’Anpi – Comitato Provinciale di Belluno e la Fondazione “Società Bellunese” e con il patrocinio del Comune di Belluno, organizza il convegno Le montagne nere. La crisi dello Stato liberale e la nascita del fascismo in provincia di Belluno. Si tratta della prima occasione per riflettere in modo complessivo su un passagg
io decisivo della storia del XX secolo in relazione al territorio bellunese.
Nel corso dei lavori, sette studiosi afferenti all’Isbrec proporrano altrettante relazioni relative a tematiche legate al periodo immediatamente precedente e successivo all’affermazione del fascismo in provincia e in Italia. Le conclusioni saranno affidate a Giulia Albanese (Università di Padova).
– Locandina del convegno
2015 – 1965, Mattmark, 88 morti, 50 anni dopo
Il 30 agosto 1965 a Mattmark, in Svizzera, morirono 88 operai, travolti da seicentomila metri cubi di ghiaccio staccatisi dalla montagna mentre lavoravano alla costruzione di una diga in alta quota. Tra questi c’erano 56 italiani e 17 bellunesi. 
Domenica 30 agosto 2015, cinquant’anni dopo, si sono ritrovati per ricordare la tragedia un migliaio di persone, svizzeri e provenienti dagli altri Paesi europei che hanno patito la perdita di vite umane, tra questi 150 bellunesi, familiari dei lavoratori deceduti in quel lontano 1965. Erano emigrati in cerca di fortuna, sottoposti ad un lavoro duro in condizioni ambientali estreme, hanno incontrato la morte. Con loro era presente l’Associazione Bellunesi nel Mondo col suo Presidente Oscar De Bona, numerosi Sindaci e Amministratori dei Comuni bellunesi colpiti dalla tragedia e rappresentati dal Presidente del Consorzio BIM Umberto Soccal, il Sottosegretario Gian Claudio Bressa in rappresentanza del Governo Italiano. Durante la cerimonia commemorativa, tenuta ai piedi della diga, è stato letto il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e si è conclusa con l’intervento del Senatore del PD eletto all’estero Claudio Micheloni.
La tragedia di Mattmark è fatta oggetto in questi mesi di una mostra itinerante, dal 5 al 30 di settembre è esposta a Pieve di Cadore presso la sala Cosmo.
Ai familiari dei caduti rinnoviamo il sentimento di vicinanza della Fondazione.
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